Stefano Brunori

Stefano Brunori

domenica 23 gennaio 2011

Un viaggio a due passi dal cielo

Questo blog nasce per promuovere una partecipazione  emotiva,  culturale ed anche concretamente fisica di venire con noi a Kathmandu in Nepal per dieci giorni a partire dal 20 marzo.
Il viaggio sarà non solo turistico, poichè saremo  guidati del nostro viaggio dal monaco tibetano italiano Stefano Brunori, che già altre volte ha organizzato dei gruppi  in visita nel Nepal, e che ci metterà in contatto anche con la tradizione religiosa  tibetana in esilio in Nepal.
Sarà una avventura molto speciale!

15 commenti:

  1. CHI E' STEFANO BRUNORI ?

    Stefano Brunori, (67 anni), monaco buddista ordinato trent'anni fa dal Dalai Lama, fino all'età di 29 anni e mezzo, ha fatto una vita “normale”. Laureato in scienze politiche all'Università di Roma, giornalista di politica estera, giornalista televisivo dei servizi firmati culturali, sposato due volte, (sin dall'infanzia fluente in quattro lingue), all'età di trent'anni cambia vita e intraprende una ricerca spirituale nella tradizione buddista tibetana.

    Ha studiato con le quattro scuole del buddismo tibetano, ha sperimentato brevemente meditazione nella tradizione zen giapponese, nella tradizione vipassana sia birmana che tailandese, nella tradizione vedanta dell'induismo, ed ha vissuto brevemente con i monaci cattolici cistercensi e francescani.

    Dopo diciassette anni di preparazione i grandi maestri tibetani lo hanno autorizzato ad introdurre tecniche di meditazione agli occidentali, sia per i buddisti che per i non buddisti. Tecniche di meditazione applicabili da persone appartenenti a tradizioni religiose diverse, e non appartenenti, per la gestione dello stress quotidiano in occidente e per la gestione dei rapporti interpersonali nell'ambito del lavoro e nell'ambito della famiglia.

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  2. La valle di Kathmandu:
    A due passi dal cielo.

    La valle di Kathmandu è uno dei posti geografici sul nostro pianeta terra - tra i più carichi di “energia positiva naturale”. Pochi posti nel mondo come il monte Kailash (in Tibet) - un vulcano delle Hawaii - il Machu Pichu in Perù, eccetera. A cui si assomma la energia positiva di più di 180 persone (esseri umani) che si sono illuminati nella valle di Kathmandu nel corso degli ultimi 2500 anni.

    Per questo motivo - nel corso dei secoli - la valle di Kathmandu è stata luogo di pellegrinaggio da parte di “ricercatori dell'esperienza dell'Assoluto” che provenivano a piedi nella valle dai lontanissimi posti del sud dell'India e dalla muraglia cinese.
    E' una valle definita “magica”, dai pellegrini degli ultimi millenni, dove ancora oggi anche una breve permanenza di sette – dieci giorni ha un influenza sottile ma precisa sul nostro subconscio. Influenza sottile di cui diventiamo certi e consapevoli al ritorno in Europa.

    La presenza fisica nella valle determina una relativa calma mentale che consente delle piccole e medie “intuizioni”, sul significato della nostra esistenza terrena e ci spinge a formulare
    spontaneamente aspirazioni di crescita interiore al di là della propria appartenenza o meno a una tradizione spirituale.

    La presenza di migliaia di meditatori ”a tempo pieno” (attratti dalla energia positiva della valle percepita dai ricercatori spirituali da tremila anni a questa parte ) e la presenza di cinque -sei maestri tibetani considerati dal Dalai Lama Completamente Illuminati contribuiscono ad aumentare la energia spirituale della valle.

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  3. Tecniche di meditazione
    nella vita quotidiana occidentale

    Meditare non significa necessariamente stare seduti immobili. Significa essere consapevoli dei propri pensieri e delle proprie emozioni mentre si cammina, si mangia, si parla, si lavora.
    Ogni istante della giornata continuiamo a produrre pensieri positivi e negativi, basta osservarli e anche capire e verificare che i pensieri negativi ci fanno star male, mentre i pensieri positivi ci fanno star bene.

    Come gestire quindi i pensieri e le emozioni negative? Come diminuirle? Come incrementare i pensieri positivi? Questo può essere fatto nella azione della vita quotidiana, all'interno delle nostre relazioni affettive, di lavoro e familiari.
    Le tecniche di meditazione ci aiutano anche ad aumentare progressivamente la calma mentale, la chiarezza, e la consapevolezza.

    L'obiettivo è quello di diminuire non tanto la velocità delle nostre azioni quotidiane sostenuta dagli elevati ritmi moderni di produzione, difficili da cambiare, quanto diminuire la nostra agitazione mentale spesso collegata alla velocità del nostro pensiero.

    Infine le tecniche di meditazione servono anche a trovare un senso di serenità e di contentezza con ciò che abbiamo. Sviluppare un senso di gratitudine nei confronti della nostra vita. Riuscire a non essere trascinati dal continuo bombardamento delle pubblicità, che ci rendono sempre più insoddisfatti e non appagati.

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  4. Sabato, 29.1.2011, ore 17
    presso la sede della palestra
    della Associazione Culturale La Sorgente
    Via del Salice, 10a,
    Campitello, Terni

    ci sarà il seocndo incontro con
    Stefano Brunori,
    sulla valle di Kathmandu e di proposta del viaggio del 20 marzo prossimo insieme.
    Partecipate!

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  5. Sabato 5.2.2011, ore 19,
    presso la sede della Associazione Culturale
    MANIPURA, a ROMA
    Via Nomentana, 248
    piano terra scala B, Roma
    Telefoni 06.86391867 - 349.8702672
    Partecipate!

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  6. Da quando ho deciso di partire, stanno capitando ogni specie di ostacoli; ed anche motli aiuti. Spese impreviste piovono assai di piu, guadagni extra, sono molto più affrettati tutti i tempi ed i contatti, sogni, intuizioni, creatività.....
    So che per ciascunoi di coloro che stanno anche solo ipotizzando di venire accade lo stesso, e gente che giurava di venire all'inizio si sta ritirando, e si affaccia gente nuova che mai avrei pensato potesse aderire.....
    Una bella vventura gia prima di cominciare! dla punto di vista psicvologico e spirituale. Auguri compagni di viaggio!

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  7. Ciao zione!come promesso,ti lascio un commento in attesa delle tue notizie dal Nepal...stavolta la mia compagnia sarà solo telematica ma spero di potertene offrire una fisica al piu presto ;)

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  8. la partenza si avvicina... il gruppo si restringe...il programma si fa piu chiaro...le difficolta aumentano...arrivano nuove risorse... il tempo accellera... BENE!!

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  9. Siamo atterrati! un commento pi dettagliato faro in un file unico alla fine, ora terro gli amici aggiornati cposi, con brevi note...
    siamo atterrati dopo due giorni di viaggio a Deradhun, molto bello e stancante....subito si sente l'aria dell'India, e l'atmosfera piu rilassata, non credo sia solo il jet lag..... poi abbiamo cominicato a conoscere le persone della pensione, ed a guardarci intonro.... vi faro' sapere presto! scrivete delle note anche voi se siete interessati a qualcosa in particolare, cosi che io capisca se qualcuno legge....!claudio

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  10. 10 e 11 marzo 2011

    Atterrati. Due giorni di viaggio per arivare in questa stanza. Eccoci in India, a Deradhun; a un paio di ore da Rishikesh, nord ovest dell'India, e stamani, fuori dalla mia stanza, le colline e la vegetazione che ormai ben conosco, dopo sei volte in India, e il profumo di fiori e di primavera asiatica mi fanno sognare, o forse è anche il jet lag; ma sento uno stato che riconosco, di benessere, di felicità sottesa a tutta la giornata, non solo di serenità; certo, anche di pace, e mentre parlo con Rene, la signora che regge la Guest House, di fronte quasi al monastero ed alla casa del Lama per cui siamo venuti, riconosco la mente indiana, veloce, furba, spirituale, concreta. La signora è abbastanza colta, molto vivace e loquace, attenta all'ospite, ed aveva in programma tra un paio di mesi di visitare l'Italia e Roma; considera quindi una fortuna o un segno che io e Stefano siamo giunti, italiani e ci vuole venire a trovare li, e che io le mostri Roma e la campagna, ama molto l'arte, lei e le figlie, e viene lei dalle montagne, da vicino Badrinath, al nord nord nord dell'India, ai confini colla Cina, dove ero stato con il mio amico Drupada una volta e con Anil.
    Mi sento in India parlando con lei e stando anche da solo in queste ore in cui Stefano si riprende dal viaggio, ed anche io....ho dormito 11 ore, che di solito ne dormo sei, e ancora ho sonno; due giorni di viaggio, leggero e un po' affaticante, per la mancanza di sonno, per le posizioni scomode degli aerei, le soste in ambienti anonimi moderni come i bar degli aeroporti, Doha capitale del Qatar dove siamo atterrati per fare carburante, e cosi' come i paesi fittizi della Arabia non ha nulla da dire cose non degli arabi e degli occidentali messi insieme nel mondo più consono al guadagno. Aerei puliti, hostess gentili, una hostess filippina ha dato dei soldi a Stefano per una bambina indiana, aveva una vibrazione di amore bella, vorrebbe andare ad aiutare un centro di questo tipo e lo farà tra breve.

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  11. Il viaggio con Stefano è interessante ed ho un contatto affettuoso con lui, che sia per l'età sia per la sua personalità ha le sue modalità di procedere,, ma io non mi irrigidisco, e spero anche lui mi passi le mie idiosincrasie, in fondo siamo qui per me grazie a lui, mi chiama il benefattore, e cosi mi presenta ai lama e a tutti; qui benefattore non significa uno che caccia i soldi e basta, è uno che è la personificazione dell'arcangelo Michele, che aiuta le cose a realizzarsi, una forma del dio che tutto fa in molte forme.
    Siamo stati alla casa del Maestro, Sua Santità Sakya Trizin, appena arrivati, a vedere il tutore dei suoi figli, a rendere un saluto, perché il tutore ci ha inviato con un suo monaco a questa Guest House di Rene e del marito. La cultura tibetana è ancora più difficile da capire di quella indiana, che un po' ho incontrato se non conosciuto, ed ora lo sento molto più da vicino; comunque, quella del Tibet è di montagna, antica come le loro questioni coi cinesi, ed ha nel sangue i maestri antichi e moderni,le forme ripetute e rigide come una conoscenza profonda e fertile, che si adatta e cambia nel mondo che incontra, uno starno miscuglio che ancora non so bene spiegare, ma che comunque è piena di sottintesi, di cose date per dette e scontate mentre altre vengono spiegate minuziosamente; Stefano stesso cambia con loro e poi mi spiega, è carino in questo, e vedere meglio.
    All'arrivo non trovavamo l'autista, con telefonate ad Anand in Rishikesh abbiamo risolto, era li vicino, ma non lo avevano fatto entrare perché si doveva seno pagare una mancia, noi abbiamo preso la scheda telefonica indiana e fatta colazione. L'autista forse ci portterà a Delhi la ritorno, e forse per un viaggio andata e ritorno da Rishikesh, tra un giorno o due, vediamo , perché Stefano proponeva anche di vedere altri lama almeno due grandi persone che stanno qui attorno, una è una donna,reincarnazione di quella del libro la danzatrice del cielo, che Luciana tanto ama, e un altro capo di scuola. Non riesco nemmeno bene a rendermi conto della dimensione di queste persone, e lo spirito occidentale mio, sebbene molto allenato e molto cauto a muovere giudizi, fa difficoltà , penso ai miei cari amici in Italia che faranno ancora più difficoltà leggendo queste note del viaggio.
    Vorrei, se riesco a organizzarmi con internet qui non cosa facile, mandare ogni paio di giorni un piccolo resoconto dei queste tantissime esperienza insieme. Oggi intanto vacanza, e la sensazione di testa che un po gira, di profumi inebrianti, di tempo che scorre come largo fiume lento, diversamente dai nostri nevrotici torrenti occidentali mi placa una sete che avevo in questi mesi, stanotte ho sognato che devo scrivere il libro su dante, da tempo non sognavo ed appena arrivo in india è sempre cosi, l'aria è più leggera e non solo quella fisica, la vibrazione è piu nutriente, tutto è piu semplice per l'anima, e per il corpo più complicato.
    Osi i auguro di potere mettere più a fuoco con chiarezza la mia vita professionale e personale, le mie mete in questa parte finale della mia vita, per andarmene con pace e con un sorriso, se potrò avendo fatto ciò che dovevo.
    Quindi non programmi tanti, tempo dilatato, sensazioni sospese e armoniche, suoni di uccelli, un giaguaro che pattuglia la notte qua attorno, l'Himalaya non lontano, Kathmandu quasi in vista,

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  12. Oggi ho conosciuto meglio gli ospiti che ieri sera erano alla tavola della Guest House, un ingegnere canadese, che non ama molto l'india, e sembra occidentale anche qui sebbene camini un po come un coloniale, e un architetto di Copenghagen, avevo confuso al solito con Olanda, che costruisce un edificio qui vicino; la sera mi darà dopo avere fatto un po amicizia un libretto del suo maestro, un tibetano Tarab tulku, che ha portato in occidente, a Copenhagem appunto , insegnamenti tibetani della non dualità, ud, “unity in duality”, un concetto vicino al Vedanta mi pare, ed ha sposato la sorella di lui, Elene; questa donna ora da adesso gli insegnamenti suoi, dopo che lui da alcuni anni se ne è andato in cielo, a 69 anni; lei insegna in un programma per il Dalai Lama anche psicologia, essendo psicoterapeuta; e io credo ci sai gia un collegamento, quando mi ha dato la sua mail, per il futuro. Lui è alto almeno due metri, pare che i danesi siamo le persone più alte del mondo, e olandesi, magro, gentile, silenzioso abbastanza da creare piccoli spazi imbarazzanti anche per me che amo anche il silenzio, e lo sguardo dietro gli occhiali cerchiati in metallo abbastanza fermo da farmi riconoscere chi ha fatto del cammino spirituale. Cosi il tutore di ieri, cosi quando guardi l'anima dell'india, i disegni rituali, e senti parlare dei maestri, Rene ha come maestra da quando era piccola Anandamoyi Ma, e andremo al suo Mandir, la tomba dove si fanno offerte e pellegrinaggio. Scriverò poi su questo.
    E' arrivata Rene' con del chai, il the aromatizzato indiano, e fare due chiacchiere....

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  13. Ieri visita al monastero di una scuola minore, del filone Kagyu se non sbaglio.
    Il maestro era fuori da un anno e ancora per alcuni mesi, in un giro del mondo dopo un ritiro di 4 anni; si sentiva un'aria molto intensa, abbiamo parlato col direttore del centro e col segretario; il primo sembrava anche un uomo dotto, parlava bassissimo, d abbiamo fatte delle foto insieme; il secondo un giovane che aveva studiato filosofia, ci raccontava che la madre andava fino a Kathmandu ed in altri pellegrinaggi per potere stare in presenza dei maestri, e ancora dopo 15 anni dalla sua morte la ricordano. Ci siamo scambiati gli emails per tenerci in contatto; gli dicevo che sto scrivendo delle cose tra psicoterapia e buddismo, e lui diceva sei sulla strada giusta, quando si è sulla strada giusta lo senti, lo sai. Una bella energia, aveva 32 anni, segue sempre il maestro. Avevamo portato offerte di frutta, per creare una connessione.
    Sera alla guest house, preparo una carbonara e una pasta col tonno, di odore e sapore proprio diverso dal nostro, comunque commestibile.
    Oggi viaggetto per pranzo in un ristorante del centro, poi mi invito quasi a casa del tassista, che con famiglia tutta mi offrono acqua, aranciata, te, pasticcini, salatini, in un salottino miserissimo, e con tutti i parenti che venivano a vedermi.

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  14. Oggi visita al Maestro dei Sakya, una esperienza bellissima, prparativi per la fruttta da offrire, la kata, sciarpa rituale da offrire e che lui ripone sulle tue spalle, amore e saggezza nella stanza, tibetani che offrivano offerte e chiedevano responsi, una atmosfera bellissima fuori dal mondo.
    Il giorno prima ospedaletto locale, per la pressione di Stefano, efficente e rapproti umani molto migliori che in Europa.

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  15. Oggi di nuovo al ricevimento del Maestro, mota gente in fila, c'era anche l'infermiera di ieri del Sakya Hospital, non ci abbiamo potuto parlare affatto, solo due parole. Domani forse ci andiamo per l'ultima volta, e penso non cambieremo i biglietti. Ci hanno fatto mangiare dietro, coi monaci, per amicizia col cuoco, quel signore che mi aveva tanto sorriso il giorno prima.
    Comunque oggi mi sento male, credo avere la febbre, sto facendo programmi per la partenza, come una fuga? No, sono contento di stare qui, ma mi sento debolissimo, la febbre, la pelle che è ipersensibile, forse un po' di catarro, e gia da stamani mi sono svegliato colle ossa piu rotte del solito.
    Cristina bravissima, ci ha raccontato della sua vita e dei suoi maestri, lavora per la rivista di SS, come fotografa, viene dal Ticino, svizzera italiana, vicino al Gottardo.
    Caffe al Barista, Dehradun.
    Cambiato stanza, ora sto accanto a Stefano.
    Stefano dice che questo malessere è l'energia, anzi che si stupisce della mia tenuta, ho solo un po' di giramento di testa, e questa influenza pero' è mista anche organica.

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